Chi se non io?

Un viaggio da fare in compagnia...

CHI SONO

Utente: Manovuota
L'amico di tutti. Qui ci sono io. Le mie ansie. Le mie paure. I miei desideri. La mia anima e il mio cuore. Qui cammino. Dove andrò non lo so, ma so dove vorrei andare. Crescere. Amicizie. Amore. Sorrisi strappati. Per ora, vivo.

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domenica, 02 novembre 2008

Quattro giorni importanti

Sono stati quattro giorni importanti.
I giorni trascorsi con te.
Per capire. Vedere. Emozionare. Respirare.
Sono stati quattro giorni importanti.
Abbiamo riso come non facevamo da tempo.
Non mi hai mai stretto a te in due anni di relazione come tu abbia fatto in questi quattro giorni.
E io avrei voluto strapparti la pelle ed entrarci. Come parte di un uno.
Eppure ho dentro di me ancora tanto e troppo dolore.
Sono stati quattro giorni importanti.
In cui ho trovato te. Ma non so chi tu sia. Nè cosa tu voglia da me.
Sono stati quattro giorni importanti.
Pieni di 'perchè?' e di 'a cosa pensi?'. Miei.
Domande a cui tu hai risposto con mugugnii affermativi. Ma alle quali non hai voluto rispondere.
Sono stati quattro giorni importanti.
In cui mi hai fatto sentire desiderato e rifiutato allo stesso tempo.
In uno yo-yo fatto di abbracci e di no.
Mi hai ferito ogni giorno. Con spilli nel cuore.
Avrei preferito ascoltare cose dolorose per un'anima innamorata, invece di vivere nelle ferite di un silenzio che lacera.
Sono stati quattro giorni importanti.
Di cui non mi pentirò mai, ma che mi accorgo non hanno aggiunto nulla a me ed a te.
Ho cercato di ascoltare il tuo animo ed il tuo corpo. E mi hai tenuto fuori da entrambi.
Avida dei miei abbracci mi hai donato una parvenza di benessere.
Mi hai chiamato cucciolo.
Mi hai coccolato.
Ma è qui quello che mi hai dato.
Potrei dire di essere stato fortunato. In fondo lo sono stato. Questi quattro giorni sono stati davvero 'tanto' rispetto al nulla delle sei settimane precedenti.
Ma hai risposto ai miei 'ti amo' con sorrisi di accondiscendenza. Non capendo che non mi aspettavo di essere ricambiato. Ma solo due parole dolci per farmi capire quanto fossi importante per te. Ancora.
Mi hai lasciato pregarti anche per un 'ti voglio bene'.
Mi hai voluto ancora punire facendo tue risposte che dici essere state mie. Quando non ricordo una sola volta in cui, dopo che tu mi avessi detto di amarmi, io non abbia fatto di tutto per farti capire che non erano parole inascoltate. E di sicuro non mi sono limitato a sorriderti o a grugnire un 'si' che sa molto di un 'ne prendo atto'.
Sono stati quattro giorni importanti.
In cui sono andato via con la morte nel cuore.
In cui riecheggia la domanda che hai fatto a tua figlia: 'Chi è Daniele per la mamma?' e tra uno scherzoso 'quello lì' e un 'cattivo' mi sono addormentato con la convinzione che avresti voluto tua figlia lo dicesse per te. Ma tu non hai preso una posizione. Nemmeno sbilanciata. Io avrei detto 'Daniele è l'orsacchiotto della notte'.
Perchè è così che mi sono sentito.
Sono stati quattro giorni importanti.
In cui ho tenuto duro fino alla fine.
Fino a quando non è arrivata l'ennesima stoccata. Non volevo andare. E ti ho chiesto se avresti voluto io rimanessi. Ancora, non mi hai voluto rispondere.
Mi chiedo quanto ancora si debba inginocchiare il mio cuore perchè tu capisca che è condividendo che si costruisce insieme.
Condividendo i pensieri. Siano essi belli o brutti.
Condividendo le sensazioni. Siano esse belle o brutte.
Condividendo le lacrime. Siano esse di dolore o di gioia.
Sono stati quattro giorni importanti.
Per me.
Perchè di te, non so nulla.

postato da: Manovuota alle ore 22:47 | link | commenti (5)
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domenica, 19 ottobre 2008

Siedo qui

Sono stanco.
Guardo alla strada che ho percorso.
Si perde all'orizzonte.
Ormai l'inizio non lo distinguo più, e quando mi volto avanti non ne vedo nemmeno la fine.
E' una strada dannatamente lunga e stancante.
Ho bisogno di sedermi. Faccio di una pietra il mio sgabello.
Gomiti sulle ginocchia, mani che pendono in avanti, schiena ricurva e viso che guarda a terra.
Non ho il fiatone. Non è questa la mia stanchezza. E non mi fanno male le gambe. Non è questa la mia stanchezza.
La mia è una stanchezza che viene dal profondo. E' una stanchezza di animo.
Emozioni stiracchiate e velate da un profondo senso di solitudine.
Tiro fuori da una tasca quelle che sembrano due foto, una piccola pietra ed una rosa appassita.
Guardo le foto. Sono ingiallite ed un po' stropicciate.
Ma non per questo sono meno belle.
Li guardo come cimeli di un'epoca passata.
Li stringo nella mano e chiudo gli occhi per sentire che sono ancora lì, cose vere, e non frutto della mia immaginazione.
Non sono mai stato un gran sognatore, a dire il vero. Eppure ho sempre avuto tanti piccoli sogni, tanti piccoli desideri. Nulla di che, ma sufficienti a rendermi felice. A darmi coraggio. A sospirare al mio cuore nei momenti bui.
Siedo qui.
Non ho più voglia di andare avanti.
Siedo qui.
Voglio aspettare.
Siedo qui.
Perchè non saprei dove andare.
Guardo la strada. So dove dovrei andare, ma la mia voglia di farlo si assottiglia ogni giorno che passa.
Rimetto a posto le foto e la rosa, tengo in mano la pietra, la stringo, non è ancora ora di metterla via.
Vorrei mi trasmettesse qualcosa del passato che ero e del futuro che sarò. Ma ci sono cose che desidero che so non accadranno mai.
Sembra sciocco come in certi momenti possano venire i pensieri migliori dai posti più strani. Una frase, bella, che suona da tempo alle mie orecchie ma parla al mio animo.

Ieri è storia,
domani è un mistero,
ma oggi è un dono...per questo si chiama 'presente'

Sorrido pensando all'origine di questa frase, ma non di meno la trovo così vera...
Siedo qui.
Sono stanco.
Mi alzo. Lo devo a me stesso, lo devo al mio cuore. Lo devo agli amici che ho intorno che non possono percorrere questa strada con me perchè è una cosa che posso fare solo io.
Lo devo all'unica persona che in questo momento vorrei condividesse davvero tutto questo con me.
E' il suo silenzio a rendere questa strada così difficile.
Apro il palmo. Sorrido con la bocca più che con gli occhi. Lo specchio dei nostri sentimenti.
Cammino. Ancora.




postato da: Manovuota alle ore 09:28 | link | commenti
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giovedì, 09 ottobre 2008

Pon & Zi

Ho da poco scoperto una bravo disegnatore.
Due perzonaggi.
Pon e Zi.
Adoro come sono disegnati e quello che dicono.
Questa è una tra le vignette che preferisco.
Le altre le ho già dedicate. Ma questa mi disegna ora...



Gli orsacchiotti non ricambiano gli abbracci, ma qualche volta sono tutto quello che possiedi...

postato da: Manovuota alle ore 16:20 | link | commenti (2)
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martedì, 07 ottobre 2008

Le mie mani...

...levo al cielo.
Cerco di afferrarlo.
Così come vorrei afferare qualunque cosa mi stia divorando il petto.
Una macina. Che sta facendo del mio cuore poltiglia.
Ogni giorno gli dò sostanza. Forza. Ed ogni giorno la macina torna a mietere il suo raccolto.
Incurante.
Sgorgano fiumi di emozioni. Quelle che tenevo in me.
Quelle che ho raccontato.
Ma che forse non ho raccontato con la necessaria forza.
Convinto di regalare le certezze di un cuore che non ha mai vacillato.
Nemmeno ora che è nave in un mare in tempesta.
Nemmeno ora che le bordate di questa mia vita ne squassano il fasciame.
L'unica cosa che ti chiedo è sapere se è arrivata da te.
Se è arrivata la bottiglia alla quale ho delegato tutto il mio sentimento.
O se è andata in frantumi sugli scogli delle tue rive...

postato da: Manovuota alle ore 23:03 | link | commenti
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venerdì, 03 ottobre 2008

Black...

Fogli di canovacci vuoti, fogli intatti di creta
Erano stesi sparsi davanti a me come una volta lo era il suo corpo.
Tutti I cinque orizzonti giravano intorno alla sua anima
Come la terra attorno al sole
Ora l’aria che ho gustato e respirato è cambiata

E quello che le ho insegnato era tutto
E so che mi avrebbe dato tutto ciò che indossava
E ora le mie mani ruvide si strofinano sotto le nuvole
Di ciò che era tutto.
Le foto sono state tutte lavate nel nero, sono state tatuate completamente…

Esco a fare una passeggiata
Sono circondato da alcuni bimbi che giocano
Posso sentire le loro risate, allora perché sono così arido?
E pensieri contorti che girano vorticosamente nella mia testa
Sto roteando - come può il sole tramontare così velocemente?

E ora le mie mani ruvide sono culla di vetro rotto di ciò che era tutto
Le foto sono state tutte lavate nel nero, sono state tatuate completamente…

Tutto l’amore finito male ha dipinto il mio mondo di nero
Ha tatuato tutto ciò che vedo, tutto ciò che sono, tutto ciò che sarò…

So che un giorno avrai una vita bellissima,
so che sarai una stella nel cielo di qualcun altro,
ma perchè
perchè, perchè non può, perchè non può essere il mio?


postato da: Manovuota alle ore 09:42 | link | commenti
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giovedì, 02 ottobre 2008

Pietra e ricordo

Profumo di mare e sapore di emozioni.
L'ha raccolta tra tante pietre, come si raccoglie un quadrifoglio in un campo di trifogli.
L'ho conservata da quando mi è stata data e da allora non me ne sono più separato.
Piccola. Dura. Fredda. Ma che regala dolci e caldi ricordi.
Ricordi di un recente passato.
Un passato che ora è alla deriva, in una tempesta che non ci appartiene.
Cerco un approdo. Ma non vedo terra intorno a me.

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postato da: Manovuota alle ore 11:23 | link | commenti (3)
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mercoledì, 01 ottobre 2008

Direzioni

Sensazioni che si affollano. Come persone. Un ronzio soffuso. Ma sul fondo si sente sempre chiara e persistente una nota.
E' una nota cupa, profonda. E dolorosa.
Respiro e sento un peso qui, al centro del mio petto. E no, non credo sia un infarto. A meno che non ne abbia uno in corso da un paio di giorni.
Ancora una volta, come la prima volta che aprii questo blog, mi sento di aver perso tanto.
Troppo.
E di nuovo mi trovo nella situazione in cui su tutto quello che succede intorno, io non ho nessun potere.
Burattino delle altrui emozioni.
Chissà se anche io, come Pinocchio, diventerò mai un bambino vero.
Solo che io non ho nessun Grillo Parlante a consigliarmi. Nè una Fata Turchina da cercare.
Mi chiedo quando imparerò.
Quando imparerò ad essere qualcosa in più.
Non dico una persona migliore, ma che possa offrire qualcosa in più di qualche battuta e qualche sorriso.
Sono sempre stato un disastro nelle mie relazioni. Passando da una profonda immaturità and una matura insufficienza.
Ho imparato, a costo di tanti e a volte davvero dolorosi errori, cosa significhi avere una persona accanto.
Ad esserne amante e complice. Consigliere. A saper ascoltare. Ma...
Ma ho ancora tanti e troppi limiti...
Troppo preso dalla mia vita. Ascolto, ma poi, mi perdo. Pigro. Troppo pigro.
E forse anche troppo semplice.
Sono sempre stato dell'idea che per essere felici le cose necessarie, oltre la salute, fosse la capacità di sorridere anche appena svegliati e di sapersi accontentare del poco che si ha, di gioire di quel che si ha, senza guardare a quelli il cui giardino è rigogliosamente più verde. Perchè io ho il mio piccolo giardino. E ne sono felice. Mi basta.
Il tutto condito da amici.
Una persona da amare ed un mondo da vivere, con leggerezza.
E se ci sono difficltà, beh, si fa quel che si può.
Ma non basta. Mi accorgo che non basta. E più vado avanti, più non basta.
Perchè non tutti sono come me. O meglio, nessuno sembra esserlo. E la mia visione davvero semplicistica della vita, si scontra con esigenze più complesse.
Esigenze che non so affrontare. E alle volte nemmeno le capisco.
Mi sento inadeguato...davvero.
Non so, imparerò, non imparerò. Non vorrei cambiare, ma vorrei solo capire meglio.
Conosco i miei limiti, ma faccio poco per superarli.
Forse un giorno me ne tornerà la voglia.
Fino ad allora, la strada da lungo tempo intrapresa, continuerà ad essere solitaria...



postato da: Manovuota alle ore 20:23 | link | commenti (2)
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martedì, 30 settembre 2008

Il Buono, Il Brutto ed il Cinico

Cosa sia non so, se ci sia un motivo, una spiegazione, ma ogni tanto noi tre ci incontriamo.
Senza appuntamenti, senza chiamarci. Ci ritroviamo e basta. Come i piccoli della targtaruga marina, senza che nessuno gli dica niente su dove è il mare, la salvezza, così noi sappiamo perfettamente quando ci dobbiamo vedere.
Oggi di nuovo. Siamo noi tre e il mondo.
Siamo su una panchina. Sembra autunno. E' autunno. In un parco. Foglie marroni e gialle e rosse sparse a terra. Intorno nessuno. Non c'è un lungo campo da vedere e scrutare. Sembra l'inquadratura di un film. Solo noi tre, seduti su una panchina. L'autunno intorno, ma non si sente vento, non si sentono profumi.

Si vedono solo i colori...

Il Brutto: Ciao ragazzi.
Il Buono: Ciao.
Il Cinico: Ragazzi? Chi? Noi? Mah!
Il Brutto: E' per dire lo sai.
Il Cinico: Io lo so e tu?
Il Buono: Dai smettila, possibile che devi fare così ogni volta che ci si vede?
Il Cinico: Mah, sai com'è, io sono fatto così..
Il Brutto: Si ma hai mai pensato che non ce ne può fregare di meno?
Il Buono: Ti sbagli, ci frega. Ci deve fregare. Se lui è così lo siamo anche noi.
Il Brutto: Lo so ma mi sta sui coglioni.
Il Cinico: Se ti dico che la cosa è reciproca ti offendi? Vorrei ricordarti che il 90% dei casini nostri li crei tu.
Il Buono: La smettete? Vi prego...sono stanco...
Il Cinico: Sai che novità...
Il Buono: Alle volte mi chiedo perchè succede che ci dobbiamo per forza incontrare.
Il Brutto: Perchè ne abbiamo bisogno. Questo lo so io, come lo sai tu, come lo sa lui...
Il Cinico: E perchè fai quella faccia quando dici 'lui...' e indichi me?
Il Brutto: Perchè tu sei quello dei tre che rende le cose sempre peggiori.
Il Cinico: Mentre tu ci dai quella spintarella giù dal dirupo, io non faccio altro che lasciarci rotolare.
Il Buono: E a me tocca sempre fermare queste cadute.
Il Cinico: Certo ci dovresti mettere un po' più di impegno. Perchè ultimamente non stai fermando questa caduta. E ti posso assicurare che stiamo prendendo velocità...
Il Buono: Lo so, ma non ci riesco. Ecco perchè siamo qui.
Il Brutto: Ne vogliamo parlare?
Il Cinico: Servirebbe?
Il Buono: Non lo so, ma ci possiamo provare. Se non a fermarci, almeno ad aprire un paracadute e a rallentare la discesa.
Il Cinico: Ok, facciamo questa operazione di outing e vediamo che succede.
Il Brutto: Si ma che sta succedendo?
Il Buono: A dire il vero non è che l'abbia capito molto. Fino a qualche giorno fa avevamo una persona con cui condividere pensieri, momenti, calore, lacrime, sorrisi. Oggi invece, siamo soli. E non riesco a comprendere.
Il Brutto: Io non ho fatto nulla.
Il Cinico: Dici sempre così, e alla fine c'è sempre il tuo zampino.
Il Brutto: L'abbiamo forse tradita?
Il Buono e Il Cinico: No.
Il Brutto: L'abbiamo maltrattata?
Il Buono: Non mi sembra. Non noi. Noi non ci riusciremmo...nemmeno volendo..
Il Cinico: Ne sei sicuro?E Se lo avessimo fatto non volendolo?
Il Buono: L'ultima cosa che su questa terra avrei mai potuto desiderare è fare del male alla persona che ho nel cuore...
Il Cinico: Dici bene 'che hai nel cuore'...e sai cosa? E' proprio questo quello che abbiamo fatto...
Il Brutto: Ma io...
Il Cinico: Tu cosa?
Il Brutto: Ma io non ho fatto niente...
Il Cinico: Bingo! Non volendo hai centrato il problema. D'altronde come sempre 'non volendo'.
Il Buono: Non essere ingiusto. Siamo stati onesti. Fin dall'inizio. Sempre.
Il Cinico: Lo so, ma alle volte non basta.
Il Brutto: Ok lo ammetto, non sono il migliore degli uomini, sono pigro, stupido, alle volte non guardo al di là del mio naso. E credo solo a quello che vedo. Odio i sottintesi. Non li capisco. E' un mio limite. Ma diciamo che...
Il Buono: ..abbiamo fiducia nelle persone. Crediamo nelle persone. Ed in noi stessi.
Il Cinico: Belle parole, ma oggi dove ci hanno portato? Lo vedete questo parco? E' bello. Per essere è dannatamente bello. Ma non vi accorgete che manca qualcosa? Non si sente un profumo. Non c'è un alito di vento. E siamo soli...
Dopo due anni di relazione siamo stati messi da parte. Con poche parole. Quasi nessuna. E questo perchè? Perchè TU non capisci. Tu non cogli i sottintesi. Tu non vedi quando le cose vanno male. E tu, mio piccolo sognatore, non lo aiuti. Non CI aiuti.
Abbiamo creduto nell'onestà fin dall'inizio. Onestà nelle parole e nei sentimenti. Abbiamo detto 'ti voglio bene' quando avremmo potuto dire altro.
Il Brutto: Ma avevo paura che...
Il Buono: ...tutto andasse male e che la ferissimo.
Il Cinico: Bella mossa! E ora dove siamo? Tutto E' andato male. E i feriti siamo noi. Siamo noi quelli che sguazzano nel dolore. Siamo noi quelli che si sentono idioti. Siamo noi quelli che sono stati soppiantati. Siamo noi quelli che sono seduti qui aspettando chissà cosa.
Il Buono: Ma l'onestà non conta?
Il Cinico: Certo, ma ONESTAMENTE stiamo male.. E siamo stati ciechi..
Il Brutto: Lo so...non ho visto che le cose non andavano bene.
Il Buono: Era doloroso per noi quanto per lei rispondere 'ti voglio bene' ad un 'ti amo'. Ma dopo tutto quello che abbiamo vissuto in passato, con che coscienza avresti rischiato? E se fosse andata male? Se trasportati dalle emozioni belle, perchè belle erano, le avessimo detto 'ti amo' e alla fine ci fossimo accorti che era solo sull'onda dell'entusiasmo? Lo sai che ci è successo in passato. Abbiamo amato solo una volta. E le altre ci siamo ingannati.
Avresti ingannato lei? O invece ti saresti curato di aspettare che il sentimento fosse chiaro dentro di te?
Il Brutto: Una donna con una figlia non la prendi e la lasci così. E non rischi di farle male...
Il Buono: ..e sicuramente non a lei. Sicuramente non a loro.
Il Cinico: Tu non rischi mai. Tu sei una palla al piede. In più di trenta anni non hai mai rischiato. MAI. E due anni non sono bruscolini. Due anni di impegno per una donna non sono pochi. Una donna con un matrimonio fallito alle spalle e tante altre relazioni. E sentirsi sempre le stesse cose, di certo non aiuta. Aggiungici poi la distanza e nessuna prospettiva all'orizzonte. Come volevi si comportasse? Che Ci aspettasse? Non era felice.
Il Brutto: Ma se proprio pochi giorni fà le avevo detto che ero indeciso dove avremmo potuto vivere insieme? Sai che non sono bravo. Ho sempre vissuto da solo. Da single. Una famiglia è un passo non indifferente. E il lavoro? Abbiamo bisogno di questo lavoro. Di questi due lavori. Avrei voluto si trasferisse qui... Capisco che non fosse felice di tutte queste incertezze, ma questo la autorizza a metterci da parte? A chiuderci fuori? Hai un problema e invece di parlamene mi butti via? Parlare a ME. Quello che dovresti amare. Quello per il quale il tuo sentimento è così forte da farti piangere?
Il Cinico: Sei sicuro che non ci abbia provato?
Il Brutto: Se lo ha fatto con sottintesi, può averci provato quanto vuoi. Io non sono bravo in queste cose. Ed è per questo che chiedo chiarezza. E poi credevo che i problemi fossero esterni a noi. Lavoro zoppicante e principalemente il suo isolamento. E poi se le cose non vanno, parliamone. Dimmelo. Prendimi a schiaffi se serve, ma di sicuro non usarmi come uno straccio bagnato.
Il Buono: Già...uno straccio bagnato...lo metti via quando non ti ci puoi più asciugare le mani. Ed è quello che ha fatto con noi...E semplicemente ne prendi un altro...
Il Cinico: Solo? Io direi peggio. Ci ha mentito. Ci ha nascosto delle cose. Ci continua a nascondere delle cose. Messaggi smozzicati. Pieni di cose mezze dette e di quei sottintesi che non piacciono a lui...
Il Brutto: Ne sto morendo. Anche di gelosia.
Il Cinico: La gelosia...Domande come 'perchè condivide con un estraneo quello che dovrebbe condividere con me?', 'perchè ha lasciato entrare un estraneo nel suo cuore quando ci dovrei essere io?'. E tutte le cose che si diranno e le confidenze che si scambieranno mentre tu sei ancora qui, come un bambino imbambolato a guardare con gli occhi spalancati una scena che ti ipnotizza, e nel frattempo il gelato ti cola tutto, lungo il cono e sulla mano...
Il Buono: La fiducia. Non ho mai chiesto altro. Nemmeno l'amore. Ma solo di non tradire la mia fiducia...
Il Cinico: Ti ricordi quando ci ha detto 'Ti amo' ancora prima di vederci?
Il Brutto ed Il Buono: Certo.
Il Cinico: E come abbiamo reagito?
Il Buono: Le abbiamo detto che non poteva essere. Che lo aveva detto solo sull'onda dell'entusiasmo. Lo stesso entusiasmo di cui abbiamo sempre avuto paura. Quell'entusiasmo che avrebbe potuto ferirla, che noi temevamo. E abbiamo aspettato che le cose maturassero...
Il Cinico: Beh tutto questo che cosa ci dice?
Il Brutto: Che lei...
Il Buono: ..non ci ha...
Il Cinico: ...mai amato. Ma perchè tocca sempre a me dire le cose brutte?
Il Buono: Perchè è il tuo compito.
Il Cinico: Sai che culo...
Il Buono: Tanti tasselli dei mesi passati ora trovano posto in un puzzle di cui ancora non abbiamo l'immagine completa. Messaggi sempre più radi..
Il Cinico: ...forse colpa di entrambi..
Il Buono: ...alle volte non abbiamo nemmeno dormito insieme, quando invece è il momento in cui il calore del suo corpo ci dava serenità e ci faceva dormire così bene. Piccole banali scuse. Tanti no, anche quando volvamo fare l'amore o rubare momenti brevi di passione alle nostre giornate.
Il Brutto: Che fai? Mi levi le parole di bocca?
Il Buono: Tanto lo sai che siamo una cosa sola.
Il Cinico: E ora ci rimangono solo dei 'mi dispiace' 'rovino tutto quello che tocco' 'non te lo meriti', ma nessun segno tangibile di voler risolvere i problemi CON noi.
Il Brutto: Già. 'Ho bisogno di risolvere questa cosa da sola'. Come se poi in realtà fosse davvero sola. Condivide. Ma non con noi.
Il Cinico: Le persone che dicono una cosa del genere forse non se ne accorgono di quanto possa suonare falso. Per quanta fiducia gli ci possa dare, come si può pensare di risolvere un problema senza parte o causa del problema? Senza un confronto? 'Vorrei capire cosa voglio'. Ma di sicuro così facendo non potrai capire se vuoi me. Come era quel detto?
Il Brutto: 'Lontano dagli occhi lontano dal cuore'.
Il Cinico: Sarà una spirale. Un lento allontanarsi da noi. Lento? Cete volte mi illudo anche io... Non sta combattendo per noi, sicuramente.
Il Buono: E se combattesse per se stessa?
Il Cinico: Leggittimo. Ma non è corretto farne le spese in due. Non quando uno dei due è lasciato allo scuro. Ma tu, le hai mai negato qualcosa?
Il Buono: No.
Il Cinico: Per caso non sei stato lì quando aveva bisogno?
Il Buono: Mai mancato di darle appoggio..
Il Cinico: Hai mai cominciato un litigio?
Il Buono: Non che mi ricordi.
Il Cinico: In tutta onestà hai mai mancato di dirle dei bei momenti che ti ha regalato? Dei sorrisi? Delle carezze? Della voglia di vederla?
Il Buono: Mai. Ogni volta che ho potuto gliel'ho detto. A voce. Guardandola in faccia. Con un messaggio. O con un post.
Il Cinico: Eppure non la ami.
Il Brutto: Non ho mai detto di non amarla.
Il Cinico: Ma non le hai nemmeno detto che la ami.
Il Brutto: E sai perchè. E comunque non credo che ora valga qualcosa. Non sono nemmeno più sicuro di quello che provo.
Il Buono: Tristezza. Gelosia. Delusione. Amarezza. Queste sono le cose di cui sono sicuro ora. E sopra ogni cosa un velo intangibile. La sensazione di non sapere più nulla. Cerco di pensare a lei e non mi viene niente. Un viso. Un volto. Una sensazione. Nulla. Tutto confuso. Ricordi. Ma nessuna sensazione tranne quella di estraneità. Io sono un estraneo. Noi siamo estranei. Per lei. E lei lo è per noi ora...Che devo fare?
Il Cinico: E che cosa vorresti fare? Non abbiamo più nulla da fare qui. Non ci è permesso. Possiamo solo andare avanti.
Il Buono: Credo anche io. Non resta che riprendere questo cammino. E ci sarà una sola cosa che non ci potranno mai levare. Sono i bei momenti ed i ricordi ed i sorrisi. Quelli resteranno sempre con noi..
Il Brutto: E ce la faremo? Dove andremo?
Il Buono: Non ha importanza, basta che andiamo via di qui..
Il Brutto: Sai cosa?
Il Buono: Si.
Il Cinico: Già. Mancheranno anche a me.

Si alzano. Non si salutano. Camminano in tre direzioni diverse. Si girano una sola volta. Si guardano. Gli occhi sono lucidi. Pensano ad una canzone. L'introduzione dice questo:

A few questions that I need to know
how you could ever hurt me so
I need to know what I've done wrong
and how long it's been going on
Was it that I never paid enough attention?
Or did I not give enough affection?
Not only will your answers keep me sane
but I'll know never to make the same mistake again
You can tell me to my face or even on the phone
You can write it in a letter, either way, I have to know
Did I never treat you right?
Did I always start the fight?
Either way, I'm going out of my mind
all the answers to my questions
I have to find

Ci sono alcune cose che ho bisogno di sapere
come tu abbia mai potuto ferirmi così
Ho bisogno di sapere cosa ho fatto di sbagliato
e da quanto va avanti
Il problema è che non ho prestato abbastanza attenzione?
O che non ho dato abbastanza affetto?
Non solo le tue risposte non mi faranno impazzire
Ma saprò di non fare mai più lo stesso errore
Puoi dirmelo in faccia o anche al telefono
Puoi scriverlo in una lettera, in qualsiasi modo, devo sapere
Non ti ho trattato bene?
Ero sempre io a iniziare il litigio?
In entrambi i casi, sto impazzendo
devo trovare
tutte le risposte alle mie domande

 

postato da: Manovuota alle ore 12:36 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 10 dicembre 2007

Ci sono cose... (pensieri alla rinfusa buttati lì a casaccio)

...nella mia vita di cui non posso fare a meno.
Credo che il primo, nell'arco di una giornata, sia il caffè. A letto :)
Tendenzialmente vero quando sono a casa mia, un'utopia quando sono a casa della mia ragazza. Eh già perchè il caffè lì lo faccio io. Altrimenti lei ci avvelena entrambi :D
E' una questione di profumi e sapori.
E il caffè, caldo quasi bollente, da buon napoletano, è un rito mattutino che mi aiuta a sorridere alla giornata, lavorativa o di nullafacenza.
Avete presente quei disegni o quelle foto con quei colori caldi, confortanti?
Ebbene, è così che sembra cominciare ogni mattina se tutto va come deve.
Strano a dirsi, ma un sorriso o un grazie ti cambiano e ti influenzano una giornata intera.
Cazzo, qui tutti corrono, si incrociano (beh più che incrociarsi, si tagliano la strada) e non si guardano più intorno.
Quando sono in macchina verso il lavoro, con la radio regolarmente accesa, mi piace osservare. E' come il rito del caffè. Io DEVO guardare Napoli quando si prepara alla sua giornata.
E' bello. E ti fa vivere la città in modo diverso.
Siamo pieni di problemi, è vero. La strafottenza regna sovrana, è vero. Ma Napoli ha un non so che che mi piace. E non solo perchè ci sono nato.
Contraddizioni e bellezza tutte insieme.
E i colori, sono sempre caldi.
A proposito di caldo. Sono a lavoro. E ho l'impianto di condizionamento rotto, per cui il mio donatore di lavoro mi ha fornito di una stufetta elettrica all'ultima moda. Di quelle con le resistenze a vista. Che fa quella luce giallo/arancione.
Non riscalda un cazzo.
Se mettessi una lampadina di quelle ad incandescenza, mi riscalderei di più.
Il bello è che la stufa l'ho messa sotto al tavolo per cercare di riscaldare le appendici importanti. Il che include ANCHE le gambe. E da sotto il tavolo, quella luce fa tanto effetto presepe.
Chi fa il presepe a Natale sa di cosa parlo. Le casette con quella luce arancione che esce dalla porta o dalle finestre. Si proprio quelle. Quando si entra nel mio ufficio e si guarda la scrivania, sembra di essere parte di un presepe. Il bue e l'asinello sono nell'ufficio a fianco (fortunatamente i miei colleghi non leggono il mio blog altrimenti mi ammazzerebbero :P ). Io faccio la parte di Benito, il pastore che dorme. :)
Vabbè, dopo questa che i miei amici anglofoni chiamano 'brain fart', io ritorno a lavorare, che ho una catasta di cose da fare che non aspettano altro che io mi distragga per ammonticchiarsi ben bene e nascondersi.



postato da: Manovuota alle ore 10:43 | link | commenti (7)
categorie:
giovedì, 19 luglio 2007

Pagine...

Come pagine di un libro, ieri, ho sfogliato questa mia vita. E ho riletto. Ho vissuto di nuovo.

Attimi, momenti, parole, lacrime, sorrisi. Ho ascoltato le emozioni che ho scritto nei mesi passati. E mi sono nuovamente emozionato. Mi sono dispiaciuto. Ho sorriso. Ho compreso. Mi sono ricaricato.

Eh si, devo dire che in fondo anche se non lo curo più sono contento di questo blog. E per una serie di motivi. Primo fra tutti mi concede di rivivere il passato che la mia mente avrebbe obliterato. Non per disinteresse, ma come i colori nell'acqua ragia, anche i ricordi tendono a sciogliersi con il tempo e a divenire sempre più blandi.

Fino a qualche anno fa, ovunque andassi, qualunque cosa facessi, non facevo mai fotografie. Le ritenevo inutili, perchè in fondo i ricordi ti rimangono dentro. Continuo a pensare che sia così, che i ricordi di qualunque cosa, quei ricordi che racconti agli amici in quelle serate seduti davanti una birra al bar con le noccioline sul tavolo e quelle specie di gallettine di riso piccantissime, sono quelli importanti e che ti rimangono dentro. Ma...eh si c'è un ma...

Mi sono accorto che le fotografie, nitide nei loro contorni e colori, ti danno un inaspettato incipit. Cose che normalmente non ti verrebbero in mente, si scatenano come l'acqua che fluisce dopo aver superato un piccolo ostacolo. I ricordi scorrono scorrono scorrono. E ti sembra di vivere di nuovo il tuo passato.

Beh tutto questo per dire che rileggere alcuni post di questo blog mi ha fatto sentire bene e con dentro di nuovo la voglia di scrivere. Di comunicare. Di non lasciar andare, in fondo, un pezzo della mia vita.

Anche perchè qui si sono incrociati tanti destini. Sembra una fesseria, ma da questo blog, nato per amore, un amore è nato. E fino a quando ci saranno sorrisi ad allietare le mie giornate, beh, benvenga questo blog. Ben vengano le incomprensioni che da qui sono nate. Ben vengano i confronti. Ben vengano i commenti, anche se aspri.

Rimetto virtuale inchiostro su questa virtuale pagina per comunicare una reale emozione ancora una volta. Sono uno che scrive quando ha qualcosa da dire e da comunicare. Sono uno che scrive solo quando ha emozioni forti dentro che qui trovano sfogo.

Benvenuto passato. Benvissuto presente. Apro la porta al futuro. Meglio, non c'è mai stata porta. Il futuro è sempre ben venuto in questa piccola dimora. Dimora piccola per quella che credo una persona piccola, ma che ha dentro tanta voglia di stare bene. Chi vuole si accomodi, si sta stretti, ma il posto è accogliente. O no? :)

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postato da: Manovuota alle ore 09:58 | link | commenti (5)
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